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Senso di marcia a destra: perché

A piedi, in bicicletta o in automobile. Da sempre siamo stati abituati a tenere il senso di marcia a destra e ormai lo consideriamo normale e scontato. Attualmente quasi la totalità degli stati mondiali utilizza questa convenzione e, di fronte alle rare eccezioni come quelle relative ai paesi anglosassoni, ci si può sentire spiazzati.

In Europa e in Italia: storia del senso di marcia

Nel Medioevo, ad esempio, i cavalieri portano la spada sul fianco sinistro e per farle scontrare tra loro tengono la sinistra. Stesso discorso per le giostre a cavallo: impugnando la spada con la mano destra i cavalieri devono combattere tenendo la sinistra.
Il primo documento ufficiale riguardante quest’argomento si ha con Papa Bonifacio VIII, in occasione del Giubileo del 1300. In previsione dei tantissimi visitatori, il Papa decide di regolamentare la viabilità per raggiungere Roma e per transitarvi, adottando la sinistra come senso di marcia ufficiale.
Andando avanti nel tempo arriviamo al 1722 in Gran Bretagna, dove il sindaco di Londra tenta di gestire il traffico intenso imponendo la sinistra come senso di marcia.
Il decreto acquista enorme valore storico, poiché è qui che ha l’origine la regola inglese di guidare tenendo la sinistra.

Tornando all’Europa continentale, il dictat di Bonifacio VIII, è messo in discussione da Robespierre.
Infatti, durante la rivoluzione francese, proprio come presa di posizione da questa abitudine considerata cristiana, è stata imposta la guida a destra.

DALLA DESTRA POLITICA ALLA DESTRA IN AUTOMOBILE

Rapidamente questa nuovo senso di marcia si diffonde in tutti i territori conquistati, anche se in Italia fino al 1923 le automobili circolano sia a sinistra che a destra.
Il Regio decreto 28 luglio 1901, n. 416 conferma il diritto di ogni provincia di redigere il proprio codice stradale, imporre o abrogare i limiti di velocità e scegliere la direzione di marcia dei veicoli.
Ogni provincia quindi ha il diritto di scegliere la direzione di marcia: a Roma e Milano ad esempio la sinistra, mentre in città come Brescia il senso di marcia è quello a destra.

All’inizio, visto il traffico esiguo, non ci sono grossi problemi, ma con l’aumento considerevole delle automobili in circolazione, le conseguenze di questo decreto sono disastrose.
Bisogna uniformare il senso di marcia!
Mussolini, con un decreto del 12 dicembre 1923, impone “la mano destra unica”.
Da quel momento in poi la guida a destra diviene obbligatoria in tutto il territorio nazionale, le città hanno due anni di tempo per sistemare la nuova segnaletica e riadattare le tramvie.
E anche in questo caso, le tempistiche non sono state uniformi. A Roma il cambio di senso di marcia ufficiale avviene il 20 ottobre 1924, mentre Milano è l’ultima città in Italia ad adeguarsi, il 3 agosto 1926.

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