
Nuovo Codice della Strada 2026: le novità previste e quelle che non ci saranno
Hai sentito parlare di Nuovo Codice della Strada 2026? Facciamo un po’ di chiarezza.
Il Codice della Strada italiano continua a evolversi.
Negli ultimi anni sono state introdotte diverse modifiche alle regole della circolazione, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale, aggiornare le norme alle nuove esigenze della mobilità e semplificare alcuni adempimenti per gli automobilisti.
Il mese di ottobre 2026 ha segnato un altro passaggio importante in questo percorso. Il 13 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo per il nuovo Codice della Strada, destinato a rivedere profondamente il testo del 1992.
Attenzione, però: le novità annunciate non sono ancora legge. Alcune disposizioni potrebbero essere modificate prima dell’approvazione definitiva, mentre altre, inizialmente proposte durante l’estate, sono già state eliminate.
Vediamo quali sono i principali cambiamenti previsti e quali, invece, non troveranno spazio nel nuovo testo.
Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della Strada 2026?
L’approvazione del 13 ottobre rappresenta soltanto una tappa dell’iter legislativo.
Lo schema di decreto deve ancora completare il percorso previsto dalla normativa, che comprende i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato.
Queste ultime dovranno esprimersi entro il 12 gennaio 2027. Successivamente, il Governo potrà valutare eventuali modifiche prima dell’approvazione definitiva, prevista entro il 13 marzo 2027.
Secondo il calendario attualmente stabilito, le nuove disposizioni dovrebbero trovare applicazione a partire dal 1° gennaio 2028.
Fino ad allora, continueranno a valere le norme attualmente in vigore.
Multe, autovelox e assicurazione: cosa potrebbe cambiare?
Uno degli interventi più significativi riguarda il sistema delle sanzioni, con l’obiettivo di renderle maggiormente proporzionate alla gravità delle infrazioni.
Lo schema prevede una generale revisione degli importi, con alcuni arrotondamenti al ribasso e aumenti più consistenti per i comportamenti particolarmente pericolosi.
Cambierebbe anche il sistema delle multe per eccesso di velocità: anziché basarsi esclusivamente sulle attuali fasce di superamento del limite, l’importo della sanzione verrebbe calcolato in relazione ai chilometri orari eccedenti.
Un’altra novità riguarda i verbali rilevati da autovelox e telecamere: il termine per la notifica passerebbe dagli attuali 90 a 45 giorni, limitatamente alle infrazioni accertate a distanza e senza contestazione immediata.
Sono previste inoltre misure più severe per i veicoli privi di copertura assicurativa, fino al divieto di circolazione a tempo indeterminato in caso di mancata regolarizzazione.
Documenti digitali, motociclisti e nuove regole di circolazione
La riforma punta anche a semplificare i controlli stradali attraverso un maggiore utilizzo degli strumenti digitali.
Tra le disposizioni proposte figura il superamento dell’obbligo generalizzato di avere con sé patente e carta di circolazione in formato cartaceo, quando le forze dell’ordine possono verificare direttamente i documenti attraverso le banche dati disponibili.
Per i motociclisti viene introdotta la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in particolari situazioni di incidente o rallentamento, secondo le condizioni previste dal nuovo testo.
Novità anche per monopattini e altre forme di mobilità leggera, con misure dedicate alla sicurezza dei pedoni e alla circolazione dei veicoli.
Lo schema interviene inoltre su diversi aspetti della guida quotidiana, dalle regole nelle rotatorie ai sistemi di intrattenimento a bordo, dalla sosta alle modalità di utilizzo di alcune dotazioni dei veicoli.
Si tratta di modifiche che, se confermate, interesseranno numerosi automobilisti.
Patenti professionali: possibile innalzamento del limite a 70 anni
Una novità importante riguarda il settore dell’autotrasporto.
Il nuovo testo prevede di innalzare da 68 a 70 anni il limite di età per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2, che comprendono le categorie C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE.
L’estensione sarebbe accompagnata da verifiche biennali, con l’obiettivo di consentire ai conducenti professionali di proseguire la propria attività più a lungo, nel rispetto dei requisiti di idoneità.
Patente B a 17 anni e altre proposte eliminate
Non tutte le novità annunciate nei mesi scorsi sono state confermate.
Tra quelle che hanno suscitato maggiore attenzione c’è sicuramente la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni. L’ipotesi, inizialmente inserita nelle proposte di agosto, è stata successivamente eliminata.
L’età ordinaria per conseguire la patente B rimane quindi fissata a 18 anni. Resta invece possibile, a determinate condizioni, la guida accompagnata a partire dai 17 anni, come già previsto dalla normativa vigente.
È stata eliminata anche la proposta di introdurre limitazioni automatiche alla guida per gli automobilisti con più di 85 anni, che avrebbe previsto specifiche restrizioni al momento del rinnovo della patente.
Nessun nuovo obbligo generalizzato di PEC per conseguire o rinnovare la patente o per espletare le principali pratiche automobilistiche: il domicilio digitale, inizialmente previsto come obbligatorio, rimarrebbe una possibilità facoltativa.
Infine, è stata abbandonata la proposta di sanzionare specificamente i pedoni che utilizzano lo smartphone durante l’attraversamento stradale.
Sono esempi di come il nuovo Codice della Strada 2026 sia ancora in evoluzione e di quanto sia importante distinguere le ipotesi iniziali dalle disposizioni effettivamente approvate.
Le regole della circolazione cambiano, ma una cosa resta fondamentale: una preparazione adeguata è il primo passo per affrontare la strada con sicurezza e consapevolezza.
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Ecco, inoltre, cosa dice il Ministero sul Nuovo Codice della Strada.









